Il Bambin Gesù in una goccia di sangue: evidenza, credibilità e verità nel cattolicesimo riformato
DOI:
https://doi.org/10.4454/philinq.v10i2.427Parole chiave:
CrediblityAbstract
Nella primavera del 1693, uno strano evento scosse la tranquilla cittadina di Bolsena. Mentre visitava il luogo del noto miracolo medievale, Agostino Berton, un venditore di canapa e tessuti, fu testimone di un altro miracolo: l'apparizione di un'immagine di Gesù Bambino all'interno di una goccia di sangue. In questo saggio esamino l'indagine condotta dai vertici romani su questo caso e ne discuto le implicazioni per il rapporto tra credibilità e verità nel cattolicesimo del XVII secolo. Nel corso del Medioevo, teologi, canonisti e giuristi hanno fornito un'importante riconsiderazione della categoria di credibilità come caratteristica della fede cristiana e base necessaria (e, in alcuni casi, sufficiente) per il giudizio legale. All'inizio dell'epoca moderna, la credibilità era arrivata a occupare un posto centrale nel discorso cattolico. Questa centralità ha portato a una nuova comprensione del rapporto tra verità e prove, fede e credenza, provocando nuove tensioni morali, dottrinali ed epistemologiche. Il mio saggio utilizza la storia di Agostino come trampolino di lancio per esplorare alcune di queste tensioni.
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