Freud e la filosofia in Stanley Cavell
DOI:
https://doi.org/10.4454/philinq.v11i1.375Parole chiave:
Cavell, Freud, Wittgenstein, psychoanalysis, Lionel TrillingAbstract
Questo articolo offre una valutazione filosofica e storica della ricezione di Sigmund Freud nell’opera di Stanley Cavell. Nella prima parte dell’articolo, sostengo che ogni tema centrale nella filosofia di Cavell implica un dialogo, talvolta esplicito e talvolta implicito, con il modello freudiano. A questo fine, analizzo i motivi psicoanalitici presenti nella comprensione terapeutica e successivamente perfezionista della filosofia di Cavell, la sua riformulazione del problema dello scetticismo e la sua critica letteraria e cinematografica. La seconda parte dell’articolo è dedicata alle fonti e agli interlocutori dell’interazione che Cavell intrattiene con la psicoanalisi: tra questi ultimi, i più importanti non risultano essere analitici e nemmeno filosofi, ma letterati. Come sostengo, Cavell era stato un lettore appassionato di Freud già nel 1947, molto prima di iniziare la sua formazion filosofica professionale. Mostro dunque come, nonostante l’indifferenza o persino l’ostilità per Freud che Cavell riscontrava nei circoli accademici in cui si era formato e nei quali ha poi insegnato, le sue riflessioni sulla psicoanalisi hanno trovato nutrimento, al di fuori dei dipartimenti di filosofia delle università americane, in figure come il critico letterario e culturale Lionel Trilling.
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