Sulla frode nell'arte
DOI:
https://doi.org/10.4454/philinq.v9i2.345Parole chiave:
Fraudulence, Contemporary Art, Stanley CavellAbstract
L'arte contemporanea è spesso accusata di essere fraudolenta. Solitamente spiegata come un epifenomeno, l'esperienza della frode è raramente indagata di per sé. Questo articolo esamina da vicino la posizione di Stanley Cavell sulla questione, confrontandola con le posizioni implicite nelle estetiche di Arthur Danto, Nelson Goodman e Richard Wollheim. Le riflessioni sugli esempi di arte fraudolenta nella storia dell'arte visiva portano a liquidare in parte la posizione di Cavell con le sue stesse parole: l'arte fraudolenta può far parte delle risorse mediatiche che possono permettere a un artista di “mantenere fede alla tradizione”. L'impressione di fraudolenza dipende quindi dall'ontologia delle opere d'arte contemporanee.
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